Fondi Paritetici Interprofessionali (lo 0,30% che già versi)
I Fondi paritetici interprofessionali sono gli organismi che restituiscono alle imprese aderenti il contributo dello 0,30% già versato all'INPS, sotto forma di formazione finanziata per i propri dipendenti.
Requisiti per accedere
- ✓Essere un datore di lavoro privato tenuto al versamento del contributo integrativo per l'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria (lo 0,30% previsto dall'art. 25 della legge 845/1978)
- ✓Scegliere un fondo fra quelli autorizzati dal Ministero del Lavoro e indicarlo nel flusso UNIEMENS: non si può restare senza scelta e vedersi restituire il contributo lo stesso
- ✓Nessun requisito di dimensione, di settore o di fatturato: aderiscono imprese di qualunque categoria produttiva e dimensione
- ✓I dirigenti non rientrano nel conteggio dei dipendenti soggetti a quel contributo: per loro esistono fondi dedicati, ai quali si aderisce separatamente
- ✓Per i piani formativi veri e propri valgono poi le regole del fondo scelto: cofinanziamento, accordo con le parti sociali, tempi di utilizzo delle risorse
Come presentare domanda
- 1Guarda l'elenco dei fondi autorizzati sul sito del Ministero del Lavoro e scegli quello giusto per il tuo settore e per i tuoi lavoratori
- 2Comunica l'adesione nella Denuncia Aziendale del flusso UNIEMENS dell'INPS, nella sezione «FondoInterprof»: si seleziona l'opzione «Adesione», il codice del fondo e il numero dei dipendenti soggetti al contributo (esclusi i dirigenti)
- 3Di norma se ne occupa chi fa le paghe — consulente del lavoro o studio: è una casella del flusso mensile, non una pratica a parte
- 4Se hai più matricole INPS, l'adesione va ripetuta per ciascuna
- 5Da quel momento il contributo viene accantonato sul tuo conto presso il fondo: quando c'è capienza si presenta un piano formativo e si fa formare il personale
- 6Per cambiare fondo si usa lo stesso flusso: nella stessa denuncia si indicano la revoca (codice REVO) e il codice del nuovo fondo
Domande frequenti
Aderire costa qualcosa?
No. Il contributo dello 0,30% è obbligatorio e si versa comunque: aderire a un fondo non aggiunge nulla al costo del lavoro, cambia soltanto dove va a finire quel denaro. L'adesione è volontaria, gratuita e revocabile.
E se non aderisco a nessun fondo?
Lo versi lo stesso e non lo rivedi. Il Ministero del Lavoro lo scrive così: «I datori di lavoro che decidano di non aderire ad alcun fondo sono comunque obbligati al versamento che viene fatto confluire in fondi rotativi a titolarità MLPS e MEF». È il motivo per cui conviene scegliere: non si tratta di spendere di più, ma di non regalare quello che si sta già pagando.
Quanto ricevo indietro?
Dipende dal tuo monte salari e dal fondo che scegli. Non c'è un massimale uguale per tutti: l'importo coincide con quanto la tua azienda accantona nel tempo sul conto aperto presso il fondo. Un'azienda con pochi dipendenti accumula lentamente, e in quei casi contano di più gli avvisi che il fondo pubblica con risorse collettive.
Come si sceglie il fondo giusto?
Si guarda a chi si rivolge: ce ne sono per l'industria, per il terziario e il commercio, per l'artigianato, per le cooperative, per l'agricoltura, per gli studi professionali, per le banche e le assicurazioni, oltre a fondi dedicati ai soli dirigenti. L'elenco aggiornato lo tiene il Ministero del Lavoro, che autorizza i fondi e ne vigila l'attività.
Posso cambiare fondo se ho scelto male?
Sì, con lo stesso flusso UNIEMENS: nella stessa denuncia si indicano la revoca (codice REVO) e il codice del nuovo fondo. Attenzione a un vincolo che quasi nessuno scrive: dopo aver fatto adesione o mobilità, l'impresa non può attivarne un'altra nei dodici mesi successivi (art. 19, comma 7-bis del DL 185/2008, convertito dalla legge 2/2009).
Le risorse che ho accumulato si perdono se cambio fondo?
Esiste una procedura di mobilità e portabilità delle risorse fra fondi, prevista dalla stessa norma. Come funziona nel dettaglio dipende dai regolamenti dei due fondi coinvolti: prima di muoversi conviene farsi dire per iscritto che cosa viene trasferito e che cosa no.
Che differenza c'è con il Fondo Nuove Competenze?
Sono due cose diverse e non alternative. I fondi interprofessionali finanziano i costi della formazione (docenza, materiali, organizzazione) con un contributo che l'azienda già versa, e sono sempre aperti. Il Fondo Nuove Competenze rimborsa invece il costo delle ore di lavoro che i dipendenti passano a formarsi anziché a produrre, e funziona a bando: la terza edizione ha chiuso le domande nell'aprile 2025.
Vale anche per un'azienda con pochi dipendenti?
Sì: non c'è una soglia minima e aderiscono imprese di ogni dimensione. Va però detto con onestà che con pochi dipendenti il conto cresce piano, e il ritorno arriva soprattutto dagli avvisi che i fondi pubblicano periodicamente, dove le risorse sono messe in comune.
