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Fondi Paritetici Interprofessionali (lo 0,30% che già versi)

I Fondi paritetici interprofessionali sono gli organismi che restituiscono alle imprese aderenti il contributo dello 0,30% già versato all'INPS, sotto forma di formazione finanziata per i propri dipendenti.

ℹ️ Non è un bando a scadenza: l'adesione si può fare in qualsiasi momento e resta valida fino a revoca esplicita, senza rinnovi annuali. L'elenco dei fondi autorizzati cambia nel tempo — l'ultimo, Fondoformazione, è stato autorizzato con decreto del 20 novembre 2025 — quindi prima di scegliere conviene guardare l'elenco aggiornato sul sito del Ministero del Lavoro.
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Fondi Paritetici Interprofessionali (lo 0,30% che già versi)
IMPORTO
Quanto la tua azienda versa ogni anno per la formazione continua, restituito sotto forma di corsi
COPERTURA
Il contributo che l'azienda già versa all'INPS torna come formazione finanziata per i dipendenti
SCADENZA
Adesione sempre aperta · nessun bando, nessuna scadenza

Requisiti per accedere

  • ✓Essere un datore di lavoro privato tenuto al versamento del contributo integrativo per l'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria (lo 0,30% previsto dall'art. 25 della legge 845/1978)
  • ✓Scegliere un fondo fra quelli autorizzati dal Ministero del Lavoro e indicarlo nel flusso UNIEMENS: non si può restare senza scelta e vedersi restituire il contributo lo stesso
  • ✓Nessun requisito di dimensione, di settore o di fatturato: aderiscono imprese di qualunque categoria produttiva e dimensione
  • ✓I dirigenti non rientrano nel conteggio dei dipendenti soggetti a quel contributo: per loro esistono fondi dedicati, ai quali si aderisce separatamente
  • ✓Per i piani formativi veri e propri valgono poi le regole del fondo scelto: cofinanziamento, accordo con le parti sociali, tempi di utilizzo delle risorse

Come presentare domanda

  1. 1Guarda l'elenco dei fondi autorizzati sul sito del Ministero del Lavoro e scegli quello giusto per il tuo settore e per i tuoi lavoratori
  2. 2Comunica l'adesione nella Denuncia Aziendale del flusso UNIEMENS dell'INPS, nella sezione «FondoInterprof»: si seleziona l'opzione «Adesione», il codice del fondo e il numero dei dipendenti soggetti al contributo (esclusi i dirigenti)
  3. 3Di norma se ne occupa chi fa le paghe — consulente del lavoro o studio: è una casella del flusso mensile, non una pratica a parte
  4. 4Se hai più matricole INPS, l'adesione va ripetuta per ciascuna
  5. 5Da quel momento il contributo viene accantonato sul tuo conto presso il fondo: quando c'è capienza si presenta un piano formativo e si fa formare il personale
  6. 6Per cambiare fondo si usa lo stesso flusso: nella stessa denuncia si indicano la revoca (codice REVO) e il codice del nuovo fondo

Verifica la tua idoneità

1 / 3

Sei un datore di lavoro privato con dipendenti?

Verifica preliminare e indicativa: non sostituisce un'analisi personalizzata dei requisiti del bando.

Domande frequenti

Aderire costa qualcosa?

No. Il contributo dello 0,30% è obbligatorio e si versa comunque: aderire a un fondo non aggiunge nulla al costo del lavoro, cambia soltanto dove va a finire quel denaro. L'adesione è volontaria, gratuita e revocabile.

E se non aderisco a nessun fondo?

Lo versi lo stesso e non lo rivedi. Il Ministero del Lavoro lo scrive così: «I datori di lavoro che decidano di non aderire ad alcun fondo sono comunque obbligati al versamento che viene fatto confluire in fondi rotativi a titolarità MLPS e MEF». È il motivo per cui conviene scegliere: non si tratta di spendere di più, ma di non regalare quello che si sta già pagando.

Quanto ricevo indietro?

Dipende dal tuo monte salari e dal fondo che scegli. Non c'è un massimale uguale per tutti: l'importo coincide con quanto la tua azienda accantona nel tempo sul conto aperto presso il fondo. Un'azienda con pochi dipendenti accumula lentamente, e in quei casi contano di più gli avvisi che il fondo pubblica con risorse collettive.

Come si sceglie il fondo giusto?

Si guarda a chi si rivolge: ce ne sono per l'industria, per il terziario e il commercio, per l'artigianato, per le cooperative, per l'agricoltura, per gli studi professionali, per le banche e le assicurazioni, oltre a fondi dedicati ai soli dirigenti. L'elenco aggiornato lo tiene il Ministero del Lavoro, che autorizza i fondi e ne vigila l'attività.

Posso cambiare fondo se ho scelto male?

Sì, con lo stesso flusso UNIEMENS: nella stessa denuncia si indicano la revoca (codice REVO) e il codice del nuovo fondo. Attenzione a un vincolo che quasi nessuno scrive: dopo aver fatto adesione o mobilità, l'impresa non può attivarne un'altra nei dodici mesi successivi (art. 19, comma 7-bis del DL 185/2008, convertito dalla legge 2/2009).

Le risorse che ho accumulato si perdono se cambio fondo?

Esiste una procedura di mobilità e portabilità delle risorse fra fondi, prevista dalla stessa norma. Come funziona nel dettaglio dipende dai regolamenti dei due fondi coinvolti: prima di muoversi conviene farsi dire per iscritto che cosa viene trasferito e che cosa no.

Che differenza c'è con il Fondo Nuove Competenze?

Sono due cose diverse e non alternative. I fondi interprofessionali finanziano i costi della formazione (docenza, materiali, organizzazione) con un contributo che l'azienda già versa, e sono sempre aperti. Il Fondo Nuove Competenze rimborsa invece il costo delle ore di lavoro che i dipendenti passano a formarsi anziché a produrre, e funziona a bando: la terza edizione ha chiuso le domande nell'aprile 2025.

Vale anche per un'azienda con pochi dipendenti?

Sì: non c'è una soglia minima e aderiscono imprese di ogni dimensione. Va però detto con onestà che con pochi dipendenti il conto cresce piano, e il ritorno arriva soprattutto dagli avvisi che i fondi pubblicano periodicamente, dove le risorse sono messe in comune.

Fonte ufficiale: lavoro.gov.it. Le informazioni sono aggiornate ad Ottobre 2026: verifica sempre lo stato più recente prima di avviare una pratica.

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