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Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ 2026: arrivare pronti al click day

Il MIMIT ha stanziato le risorse per la nuova annualità, ma i bandi non ci sono ancora: che cosa conviene preparare adesso, prima che gli sportelli aprano

Ti Agevoliamo·1 Settembre 2026·11 min di lettura
Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ 2026: arrivare pronti al click day

Risposta rapida

Al 1° settembre 2026 nessuna delle tre misure accetta domande. Il decreto direttoriale MIMIT del 28 luglio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 agosto, ha stanziato le risorse dell'annualità 2026 — 20 milioni a Brevetti+, 10 a Disegni+, 2 a Marchi+ — ma i bandi che fissano le date devono ancora uscire: il decreto stesso li prevede entro trenta giorni. Saperlo conta perché tutte e tre funzionano a sportello e nel 2025 hanno esaurito i fondi il giorno stesso dell'apertura: si vince prima, preparando il fascicolo, non il giorno del click day.

Che cosa è successo, e che cosa non è ancora successo

Il 29 agosto 2026 è comparso in Gazzetta Ufficiale (Serie generale n. 200) il decreto direttoriale del 28 luglio 2026, intitolato *Programmazione fondi per bandi Brevetti+, Marchi+ e Disegni+*. È un atto breve e fa una cosa sola: mette i soldi sul tavolo per l'annualità 2026.

Quanti soldi lo dice l'articolo 2, misura per misura: 20.000.000 di euro per Brevetti+, 10.000.000 per Disegni+, 2.000.000 per Marchi+. Vale la pena notare una sfumatura che altrove si perde: la cifra complessiva di 32 milioni, che gira in questi giorni sui titoli, nel decreto non è scritta da nessuna parte — è la somma dei tre importi, ed è corretta, ma è una somma nostra, non una frase del Ministero.

La parte che decide tutto è l'articolo 1, ed è scritta al futuro: gli avvisi di riapertura dei bandi *saranno adottati* dalla Direzione generale per gli incentivi alle imprese, entro trenta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta. Tradotto: oggi non c'è nessuno sportello aperto e nessuna data. Ci sono le risorse e un termine massimo entro cui i bandi devono uscire — fine settembre 2026, contando i trenta giorni dal 29 agosto.

È una distinzione noiosa ma costosa da sbagliare. "Riaperte le misure" e "stanziate le risorse per riaprire le misure" sono due notizie diverse, e solo la seconda è vera adesso.

Le tre misure, in breve

Sono tre strumenti diversi che condividono una logica: non finanziano il deposito di un titolo di proprietà industriale, ma quello che viene dopo — trasformare un brevetto, un disegno o un marchio in qualcosa che produce fatturato.

Brevetti+Disegni+Marchi+
A chiPMI titolari di un brevetto (o di una domanda con ricerca non negativa)Micro e PMI titolari di un disegno/modello registratoMicro e PMI titolari di un marchio
Che cosa copreServizi specialistici per ingegnerizzare e industrializzare il brevettoServizi esterni per mettere in produzione e commercializzare il disegnoTasse e servizi per registrare il marchio in UE o all'estero
Copertura80% (85% con parità di genere, 100% se contitolare con un ente pubblico di ricerca)80% (85% con parità di genere)80% linea UE · 90% linea internazionale (85%/95% con parità di genere)
Tetto140.000 € per domanda60.000 € per domanda6.000 € per marchio (UE) · 9.000 € (internazionale), max 25.000 € per impresa
Chi la gestisceInvitaliaUnioncamereUnioncamere
Risorse 202620 milioni10 milioni2 milioni

Le percentuali e i tetti della tabella sono quelli dell'edizione 2025, l'ultima con un bando pubblicato. Sono rimasti stabili negli anni — su Brevetti+, per esempio, importo e percentuale sono identici fra il 2024 e il 2025 — ma il bando 2026 può cambiarli: quando uscirà, quello sarà l'unico testo che conta.

Brevetti+: valorizzare un brevetto che c'è già

Brevetti+ è gestita da Invitalia per conto del MIMIT ed è riservata alle PMI, anche di nuova costituzione, con sede legale e operativa in Italia. Il requisito che esclude più imprese non è dimensionale, è temporale: bisogna essere titolari di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia dopo il 1° gennaio 2024, oppure di una domanda nazionale depositata dopo il 1° gennaio 2023 con rapporto di ricerca di esito "non negativo" — e valgono, con le stesse date, i brevetti europei convalidati in Italia e le domande di brevetto europeo o internazionale.

Il contributo copre servizi specialistici, non beni: niente macchinari, niente impianti. I servizi si dividono in tre macroaree — progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione (incluso il proof of concept); organizzazione e sviluppo; trasferimento tecnologico — e il bando 2025 imponeva due vincoli sulla composizione del progetto che è bene conoscere prima di chiedere i preventivi: il progetto non può basarsi su un'unica tipologia di servizio, e deve contenere almeno un servizio della macroarea A.

L'agevolazione è a fondo perduto in de minimis, fino a 140.000 € e comunque entro l'80% dei costi. La percentuale sale all'85% per le imprese con la certificazione della parità di genere e arriva al 100% per chi, al momento della domanda, è contitolare del brevetto con un ente pubblico di ricerca.

Disegni+: dal disegno registrato al prodotto sullo scaffale

Disegni+ la gestisce Unioncamere, non Invitalia — è un dettaglio che confonde spesso, perché le tre misure vengono annunciate insieme ma hanno gestori diversi. Si rivolge a micro, piccole e medie imprese titolari di un disegno o modello già registrato presso l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, l'EUIPO o l'OMPI con l'Italia fra i Paesi designati.

Un chiarimento utile a chi ha memoria delle edizioni passate: le due fasi (produzione e commercializzazione) che caratterizzavano Disegni+4 nel 2020 non esistono più. Dall'edizione 2025 c'è un'unica linea, con servizi specialistici esterni orientati alla messa in produzione del prodotto.

Il contributo arriva all'80% delle spese ammissibili (85% con la certificazione della parità di genere), fino a 60.000 €. Sopra questo tetto ne esistono altri, per singola voce, che nella pratica contano più del massimale generale: 13.000 € per i prototipi, 35.000 € per gli stampi, e via dicendo. Il progetto dura al massimo nove mesi dalla notifica della concessione, prorogabili in via eccezionale di altri tre.

Due esclusioni da verificare prima di lavorare al progetto: si può ottenere una sola domanda agevolabile per impresa, e il disegno non deve essere già stato agevolato da una delle edizioni precedenti.

Marchi+: due linee diverse, non una

Marchi+ è la più piccola delle tre per dotazione e la più fraintesa, perché sotto lo stesso nome ci sono due misure separate:

  • la Misura A riguarda la registrazione del marchio dell'Unione europea presso l'EUIPO: copre l'80% delle spese, fino a 6.000 € per marchio;
  • la Misura B riguarda la registrazione del marchio internazionale presso l'OMPI: copre il 90%, fino a 9.000 € per marchio.

Con la certificazione della parità di genere le due percentuali salgono rispettivamente all'85% e al 95%. Il tetto complessivo per impresa, sommando tutte le richieste su entrambe le misure, è di 25.000 €.

Cambia anche il requisito d'ingresso, ed è la differenza che fa cadere più domande: sulla linea EUIPO serve la registrazione già ottenuta, con deposito avvenuto dal 1° gennaio 2022; sulla linea internazionale basta invece la pubblicazione della domanda sul registro dell'OMPI. Le due linee si possono cumulare sullo stesso marchio, ma solo se nella Misura B non si indica l'Unione europea fra i Paesi designati. E per ogni marchio va presentata una domanda separata, pena l'inammissibilità.

Perché si decide tutto in poche ore

Qui sta il motivo per cui questa guida esiste. Tutte e tre le misure assegnano le risorse con procedura valutativa a sportello, in ordine cronologico di presentazione telematica: non c'è graduatoria, non c'è punteggio che recuperi il ritardo. Nella pratica è un click day.

Che cosa è successo nel 2025, misura per misura:

  • Brevetti+ ha aperto alle 12:00 del 20 novembre 2025 ed è stato chiuso alle 18:01 dello stesso giorno per esaurimento della dotazione. Lo sportello risulta formalmente chiuso dal 21 novembre.
  • Marchi+ ha aperto il 4 dicembre 2025 e ha esaurito i fondi il primo giorno: 1.161 domande per oltre 2,8 milioni richiesti, contro 2 milioni stanziati. Sportello chiuso dal 5 dicembre.
  • Disegni+ ha aperto il 18 dicembre 2025 e ha chiuso la sera stessa: 638 domande per oltre 28 milioni richiesti, contro 10 milioni disponibili — quasi il triplo.

Il decreto di programmazione 2026 lo dice apertamente nelle premesse: nel 2025 le risorse si sono esaurite e questo ha reso necessaria la sospensione anticipata delle procedure. Non è un dettaglio storico, è la descrizione di come funzionerà anche la prossima volta.

Ne discende una conseguenza pratica poco intuitiva: il lavoro va fatto quando il bando non c'è ancora. Chi inizia a raccogliere preventivi il giorno in cui esce l'avviso, nella maggior parte dei casi arriva tardi.

Che cosa si può preparare adesso

Nessuna di queste cose richiede che il bando sia pubblicato, e tutte richiedono tempo:

  • Verificare il titolo. Data di concessione o di deposito, esito del rapporto di ricerca, ufficio presso cui è registrato: sono i requisiti che decidono l'ammissibilità e non si sistemano in una settimana.
  • Raccogliere i preventivi dei fornitori. Sono la sostanza del progetto e la parte più lenta. Su Brevetti+ serve rispettare i vincoli di composizione (più tipologie di servizio, almeno una della macroarea A); su Disegni+ conviene ragionare sui massimali per singola voce, non solo sul tetto complessivo.
  • Controllare il plafond de minimis. Tutte e tre le misure sono concesse in de minimis (regolamento UE 2023/2831, 300.000 € per impresa unica su tre esercizi). Se il plafond è quasi esaurito il problema va risolto prima, non al momento della domanda: ne parliamo in GBER e de minimis: quale regime conviene.
  • Mettere in ordine gli strumenti digitali. Identità digitale del legale rappresentante, firma digitale e PEC attiva: senza, la procedura non si chiude, e il click day non aspetta.
  • Verificare i requisiti "laterali". Iscrizione al registro imprese, pieno esercizio dei diritti civili, regolarità con gli obblighi assicurativi contro le catastrofi naturali — un requisito recente che nel bando Brevetti+ 2025 era esplicitamente richiamato fra le condizioni di accesso, e su cui abbiamo scritto una guida dedicata.
  • Valutare le premialità. La certificazione della parità di genere alza la copertura in tutte e tre le misure; il rating di legalità dà accesso a una riserva del 5% delle risorse. Sono percorsi che si avviano mesi prima.

Gli errori che fanno cadere la domanda

Sono quasi sempre gli stessi, e sono formali:

  • spese fuori perimetro: si finanziano servizi specialistici esterni, non beni, non personale interno, non attrezzature — vale la pena leggere che cosa è una spesa ammissibile;
  • cumulo non consentito: su tutte e tre le misure l'agevolazione non è cumulabile, sulle stesse spese, con altri aiuti di Stato, nemmeno in de minimis;
  • domande accorpate: su Marchi+ una domanda per marchio, e le domande cumulative sono inammissibili;
  • titolo non conforme: un brevetto concesso troppo presto, un disegno già agevolato in un'edizione precedente, un marchio depositato prima della data utile.

Ne abbiamo raccolti altri in le cause più comuni di rigetto.

Che cosa aspettare adesso

Il prossimo atto non è un comunicato: sono i decreti della Direzione generale per gli incentivi alle imprese che aprono i singoli bandi, con i relativi avvisi in Gazzetta. Sono quelli — e soltanto quelli — a fissare data e ora di apertura degli sportelli, la piattaforma su cui si presenta la domanda e le regole definitive dell'edizione 2026.

Fino ad allora, nessuna data circolata è ufficiale. Le tre schede in fondo a questa pagina si aggiornano da sole quando qualcosa cambia sulla pagina del Ministero: sono il posto giusto da tenere d'occhio.

*Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale o fiscale. Percentuali, tetti e requisiti riportati sono quelli dell'edizione 2025 e potranno cambiare con i bandi 2026: prima di impegnare una spesa verifica sempre il testo del bando in vigore sui portali ufficiali.*

Aggiornato al 1° settembre 2026.

Come stanno oggi

Lo stato qui sotto non è scritto a mano in questo articolo: arriva dalle schede dei tre bandi, che rileggiamo ogni notte sulla pagina ufficiale del Ministero.

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