Normativa

Polizza Catastrofale Obbligatoria per le Imprese: a che punto siamo

Scadenze, chi è obbligato e perché la sua assenza può escluderti da bandi e Fondo di Garanzia PMI

Ti Agevoliamo·31 Luglio 2026·9 min di lettura
Polizza Catastrofale Obbligatoria per le Imprese: a che punto siamo

In sintesi

  • L'obbligo, introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023), riguarda tutte le imprese italiane iscritte al Registro Imprese, con scadenze scaglionate per dimensione.
  • A fine luglio 2026 l'obbligo è ormai vigente per praticamente tutte le categorie: l'unica proroga ancora attiva riguarda pesca e acquacoltura, fino al 31 dicembre 2026.
  • Non sono previste multe dirette all'impresa inadempiente: la conseguenza reale è l'esclusione da una lunga lista di incentivi pubblici, sistematizzata dal nuovo Codice degli Incentivi dal 1° gennaio 2026.
  • Copre danni da sisma, alluvione, frana ed esondazione su terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature dell'impresa.

Da dove nasce l'obbligo

L'obbligo di assicurarsi contro le calamità naturali nasce con la Legge di Bilancio 2024(L. 30 dicembre 2023, n. 213, art. 1, comma 101 e seguenti), che per la prima volta impone a tutte le imprese con sede legale — o stabile organizzazione — in Italia, iscritte al Registro delle Imprese, di stipulare una polizza contro i danni causati da eventi catastrofali. Il comma successivo stabilisce il collegamento che rende questa norma particolarmente rilevante per chi si occupa di finanza agevolata: la mancata assicurazione va tenuta in considerazione nell'assegnazione di contributi, sovvenzioni e agevolazioni finanziarie a valere su risorse pubbliche.

Le modalità operative sono state definite da un decreto attuativo interministeriale (MEF-MIMIT) del 30 gennaio 2025, che stabilisce quali beni vanno assicurati, quali eventi devono essere coperti e i limiti massimi di franchigie e scoperti applicabili. Un successivo decreto del MIMIT, del giugno 2025, ha poi individuato nel dettaglio quali incentivi gestiti dal Ministero — tra cui Nuova Sabatini, Contratti di Sviluppo e Transizione 5.0 — sono preclusi alle imprese che non sono in regola.

Chi è obbligato e cosa deve essere assicurato

Sono obbligate tutte le imprese italiane iscritte al Registro delle Imprese, incluse le ditte individuali, senza soglie dimensionali di esclusione: cambia solo la scadenza entro cui adeguarsi, differenziata per dimensione d'impresa. Restano fuori dall'obbligo le imprese agricole, che dispongono di un regime assicurativo agevolato specifico, e le imprese che non possiedono beni rientranti nelle categorie interessate.

I beni da assicurare sono terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature industriali e commerciali impiegati per l'attività — anche se detenuti in leasing o locazione. Restano fuori gli immobili con abusi edilizi o privi dei titoli abilitativi, gli immobili ancora in costruzione, i veicoli iscritti al PRA e le merci. Gli eventi che la polizza deve coprire sono sisma, alluvione, frana ed esondazione. Per proteggere le imprese da clausole troppo penalizzanti, il decreto attuativo fissa anche dei limiti: per coperture fino a 30 milioni di euro lo scoperto a carico dell'impresa non può superare il 15% del danno, e per importi tra 1 e 30 milioni è comunque garantito un indennizzo minimo pari al 70% della somma assicurata.

Le scadenze, categoria per categoria: a che punto siamo oggi

Le scadenze sono state scaglionate per dimensione d'impresa e, nel tempo, più volte prorogate con successivi decreti. Ecco la situazione, categoria per categoria:

  • Grandi imprese: obbligo in vigore dal 31 marzo 2025 — termine ampiamente superato.
  • Medie imprese: obbligo in vigore da fine settembre/inizio ottobre 2025 (la data esatta varia leggermente a seconda della fonte consultata) — termine ampiamente superato.
  • Micro e piccole imprese, generalità dei settori: obbligo in vigore dal 1° gennaio 2026 — termine superato.
  • Micro e piccole imprese del turistico-ricettivo e della somministrazione di alimenti e bevande (bar, ristoranti, pizzerie, alberghi): proroga fino al 31 marzo 2026, disposta dal Decreto Milleproroghe 2026 — anche questo termine è ormai superato.
  • Imprese di pesca e acquacoltura: unica categoria ancora entro i termini, con proroga fino al 31 dicembre 2026, disposta da un decreto specifico dedicato al settore.

In sintesi: a fine luglio 2026 l'obbligo è ormai vigente per praticamente tutte le imprese italiane, comprese le micro-imprese di bar, ristoranti e strutture ricettive. Se la tua impresa non rientra nel settore della pesca o dell'acquacoltura e non ha ancora una polizza conforme, conviene verificare la propria posizione senza aspettare oltre.

Cosa rischi davvero se non hai la polizza

È importante essere precisi su questo punto, perché circola spesso un'informazione imprecisa: non è prevista alcuna multa direttaa carico dell'impresa che non si assicura, né un meccanismo di controllo ispettivo standardizzato. La sanzione amministrativa da 100.000 a 500.000 euro prevista dalla normativa riguarda le compagnie assicurativeche violano l'obbligo a contrarre — cioè che rifiutano ingiustificatamente di offrire una copertura a un'impresa che la richiede — non le imprese stesse.

La vera conseguenza, e il motivo per cui questo tema riguarda direttamente chi lavora con la finanza agevolata, è l'esclusione dall'accesso agli incentivi pubblici. Senza polizza non si può accedere a specifiche misure gestite dal MIMIT — come Nuova Sabatini, Contratti di Sviluppo e Transizione 5.0 — e, secondo diverse fonti, nemmeno alla garanzia sui finanziamenti bancari del Fondo Centrale di Garanzia PMI. Dal 1° gennaio 2026 è entrato in vigore il nuovo Codice degli Incentivi(D.Lgs. 184/2025), che ha sistematizzato questa causa di esclusione per l'accesso agli incentivi pubblici diretti, chiarendo però che non si applica agli incentivi fiscali "automatici" (come i crediti d'imposta) né a quelli di natura contributiva.

Per sostenere il mercato assicurativo su un rischio storicamente poco diffuso in Italia, lo Stato ha inoltre previsto — tramite SACE— una riassicurazione pubblica fino al 50% degli indennizzi pagati dalle compagnie, nel limite di 5 miliardi di euro l'anno per il 2025 e il 2026, con garanzia dello Stato sulle obbligazioni assunte da SACE.

Domande frequenti

La mia ditta individuale è obbligata anche se non ho dipendenti?

Sì. L'obbligo riguarda tutte le imprese con sede legale (o stabile organizzazione) in Italia, iscritte al Registro delle Imprese — incluse le ditte individuali — senza soglie dimensionali di esclusione. Cambia solo la scadenza entro cui adeguarsi, in base alla dimensione dell'impresa. Sono escluse le imprese agricole, che hanno un regime assicurativo agevolato specifico, e le imprese che non possiedono beni rientranti nelle voci di bilancio interessate (terreni, fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature).

Gestisco un bar/ristorante o una struttura ricettiva: sono già fuori termine?

Sì, con ogni probabilità. Il termine per le micro e piccole imprese del turistico-ricettivo e della somministrazione di alimenti e bevande era stato prorogato al 31 marzo 2026 dal Decreto Milleproroghe 2026: quella proroga è ormai scaduta. Se non hai ancora una polizza, conviene attivarti subito: verifica con un consulente o un broker assicurativo qual è la tua situazione specifica.

Se non ho la polizza, rischio una multa?

No, non è prevista una sanzione pecuniaria diretta a carico dell'impresa che non stipula la polizza, né un meccanismo di controllo ispettivo standardizzato. La vera conseguenza è indiretta ma concreta: l'esclusione dall'accesso a una lunga lista di contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche. La sanzione da 100.000 a 500.000 euro prevista dalla normativa riguarda invece le compagnie assicurative che rifiutano ingiustificatamente di offrire la copertura, non le imprese.

Senza polizza perdo l'accesso al Fondo di Garanzia PMI?

Diverse fonti indicano di sì: l'assenza della polizza catastrofale preclude, oltre a specifici incentivi gestiti dal MIMIT (come Nuova Sabatini, Contratti di Sviluppo e Transizione 5.0), anche la garanzia sui finanziamenti bancari erogata dal Fondo Centrale di Garanzia PMI. Dal 1° gennaio 2026 il nuovo Codice degli Incentivi ha sistematizzato questa causa di esclusione per gli incentivi pubblici diretti, chiarendo però che non si applica agli incentivi fiscali "automatici" (come i crediti d'imposta) né a quelli contributivi.

Una polizza incendio "ordinaria" che include già eventi naturali basta?

Non necessariamente: la normativa richiede requisiti specifici (eventi coperti, franchigie e scoperti massimi definiti dal decreto attuativo) che una polizza incendio generica potrebbe non rispettare pienamente. È il tuo assicuratore o broker a dover verificare se la copertura esistente è conforme all'obbligo di legge o se serve un adeguamento — la normativa prevede comunque un periodo di transizione per adeguare le polizze già in essere al primo rinnovo utile.

Nota: questo articolo ha scopo informativo generale e non costituisce consulenza legale, fiscale o assicurativa personalizzata. La normativa su questo obbligo è stata modificata più volte da decreti successivi: prima di prendere decisioni, verifica sempre la situazione aggiornata con il tuo assicuratore, il tuo commercialista o un consulente autorizzato.
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