Fresco Lazio 2026 – Contributo Latte Fresco Bovino in Lazio
Fresco Lazio è la misura della Regione Lazio che riconosce alle imprese della ristorazione, dell'ospitalità e della trasformazione alimentare un contributo a fondo perduto per ogni litro di latte fresco vaccino lavorato e trasformato nel Lazio che acquistano, per sostenere la filiera lattiero-casearia regionale.
Requisiti per accedere
- ✓Attività di ristorazione, ospitalità o trasformazione alimentare con sede nel Lazio: ristoranti, bar, gelaterie, panifici, pasticcerie, hotel, agriturismi, mense, catering, aziende di trasformazione
- ✓Acquisto di latte fresco vaccino lavorato e trasformato nel Lazio
- ✓Rispetto del regime de minimis
- ✓Nota: nell'edizione 2026 la grande distribuzione (ipermercati, supermercati, discount) e i negozi alimentari non sono più tra i beneficiari ammessi, a differenza del 2024
Come presentare domanda
- 1Verifica che la tua attività rientri tra i codici ATECO ammessi dal bando 2026 (ristorazione, ospitalità, trasformazione alimentare)
- 2Conserva le fatture di acquisto del latte fresco vaccino lavorato e trasformato nel Lazio
- 3Presenta domanda dal 27 luglio 2026 ore 9:00 sul portale regionale dedicato, con SPID, CIE o TS-CNS del titolare o legale rappresentante
- 4Muoviti subito: è uno sportello a ordine cronologico e nel 2024 la dotazione si è esaurita in poche settimane
Domande frequenti
Il bando Fresco Lazio è aperto?
Sì. È stata pubblicata l'edizione 2026 con Determinazione G10328 del 24 luglio 2026: lo sportello apre il 27 luglio 2026 alle ore 9:00 e resta aperto fino a esaurimento della dotazione di €1.500.000. La precedente edizione 2024 si era chiusa il 23 luglio 2024 per esaurimento fondi.
Quanto si può ottenere?
€0,75 per ogni litro di latte fresco vaccino lavorato e trasformato nel Lazio acquistato, fino a un massimo di €5.000 per impresa. È un meccanismo diverso dall'edizione 2024, che invece rimborsava il 50% della spesa.
Chi può partecipare nel 2026?
Attività di ristorazione, ospitalità e trasformazione alimentare del Lazio: ristoranti, bar, gelaterie, panifici, pasticcerie, hotel, agriturismi, mense, catering e aziende di trasformazione. A differenza del 2024, la grande distribuzione e i negozi alimentari non sono più ammessi.
